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Preferisco ricordare un incontro... memorabile

Qui - oggi - dovrebbero parlare i testimoni, quelli veri, quelli che con Francesco Biamonti hanno avuto - nel tempo - una frequentazione costante, nel# segno della stima, dell’amicizia, della confidenza.
Purtroppo, io non ho avuto un simile privilegio. Semplicemente perché le nostre vite erano diverse.
Ma ci conoscevamo fin dal 1949 - ventun anni lui, ventitré io - quando per un brevissimo periodo fummo colleghi in una comune esperienza didattica.
Naturalmente, negli anni, non sono mancati gli incontri casuali e anche un paio di... scontri.
Preferisco ricordare un incontro... memorabile: il nostro viaggio a Aix, nel 1963, per visitare lo studio di Cézanne. Andammo insieme Francesco, Morlotti, Truzzi e io. Nel pomeriggio scendemmo a Marsiglia e nel museo Cantini visitammo una grande mostra di Renoir.
Nell’ultimo periodo della malattia - come era già accaduto in Guido Seborga - abbiamo scoperto in Francesco una dolcezza nuova, un pudore, una tenerezza struggente.
E approfitto di questa occasione per confessare - non senza una punta di orgoglio - che, contrariamente a tanti colleghi pittori, in oltre quarant’anni io non ho mai chiesto a Francesco di scrivere sul mio lavoro. Lo fece lui, spontaneamente, nel 1994.
Concludo con una curiosità: in certe particolari circostanze mi è accaduto di... difendere la sua opera, poco dopo l’uscita di “L’angelo di Avrigue”, con un altro letterato al quale sfuggiva che Francesco Biamonti non rientrava nella schiera dei “narratori” (nel senso tradizionale del termine), ma in quella dei POETI.

Enzo Maiolino

Intervento letto il 13 settembre 2002 da Giorgio Loreti a Perinaldo durante la serata dedicata a Biamonti.

 

da LA GAZZETTA DI SAN BIAGIO
ottobre 2002