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Ti sei sparìu

In quel non esser lì che da sempre ti abitava; nel chiarore dello sguardo intriso d’innocenza implacabile come lo è la verità; nella pietà silente del sorriso… ti sei sparìu.
Toccava a noi, allora essere belli, e forti, ma non avevi la trionfante arroganza della gioventù. Portavi sempre un libro sotto il braccio. Ti ridevano alle spalle: “Il Poeta!” Girasti l’angolo, rimase il libro… ti sei sparìu.
Oltre gli ulivi, verso la roccia, tra i cespugli strattonati dal vento, il poeta vide un gabbiano morto, e si tolse il cappello… ti sei sparìu.
Non stavi sulla luna, rinnegando il mondo, ma nell’umile luogo dove sei venuto alla luce, tra la tua gente, i loro problemi; volevi giustizia, per tutti gli uomini, per tutte le terre, sognando sì, ma col sorriso dell’angelo portato in processione e che ogni anno sbatte la testa sotto la volta dei carruggi… ti sei sparìu.
Trascinato sui palchi, santo laico con berretto e pastrano da marinaio, in mezzo alla loquace mondanità piena di sé, ti rintanavi nel silenzio ma si vedeva solo te… ti sei sparìu.
Ormai ti muovi tra le righe, ormai aleggi tra le pagine e l’alito delle ragazze che fan rinascere il tuo pensare; tra le mani raggrinzite dei vecchi che accarezzano i ricordi come la testa dei bambini, eri sparito… ti sei turnau.

Luigi Bonalumi

da LA GAZZETTA DI SAN BIAGIO