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IL SILENZIO

 

 

 

 

- Il nome è molto bello. È lei che li ha piantati?
- Vi ho gettato il seme. Amano avere le radici nell'acqua e la testa nel sole.
- Un velo stellato.
Poi lei disse ch’era li perché andava a cercare un podere sopra il bosco.
- Ma non c’è niente: solo crete e cespugli e un ovile.
Adesso c’era silenzio. Ma che sere! Che melodie! Grumo di tenerezza: pastore, cane e capre, avvolti dal vento che saliva dal mare. Mano del pastore sulla testa del cane, e muso del cane sulle ginocchia del pastore. Suonava per lui e per il suo cane, tra l’indifferenza delle capre. Adesso c’era silenzio e nulla su cui sperare.
Gli venne in mente ch’era qualche giorno che non sentiva quell’organetto che ogni tanto stonava. «Una di queste sere, - pensò, - salgo a vedere».
- E verso il mare, che c’è verso il mare? - lei chiese.
- Niente: le querce che lei vede, poi due botri di terre bianche, poi un sentiero tra le rocce e, in fondo, un bar che è meglio che lei non veda.
La donna si alzò in piedi. Un sorriso che sembrava dire: ho capito chi lei può essere; un volto reso severo dall’azzurro che aveva dietro. La luce le cadeva addosso da altezze diverse, a intervalli ineguali: la brezza nel cielo girava, da montana diventava marina, puntava alla terra ormai calda di sole.
- Posso prendere uno di questi fiori?
Le porse le forbici.
- Tutti quelli che vuole. Me ne lasci uno solo. Vorrei vederlo che s’imperla di freddo. E già ottobre.La donna si avviò coi fiori sul braccio, entrò nelle trine d’ombra dell’uliveto, gli mostrò il paese da cui era venuta, a forma di piramide, aggrappato a un poggio.
- Questi fiori faranno piacere a una mia amica, queste angeliche. E anch’io ne avevo bisogno.
Poi chiese se invece di seguire la strada con tutte le sue curve, poteva prendere il sentiero.
- Io lo prendo sempre. Ma stia attenta: dopo il poggio dei mandorli scende in un fossato.
Era un valloncello dove la terra sotto i noci era fango e silenzio.
- Quanto tempo guadagno per la scorciatoia?
- Una ventina di minuti. Forse non le conviene, se non ha fretta. Ci sono ancora due ore di luce.
- È bello qui. Non so come dire, è un po’ fuori del mondo.
- Il sole sta per staccarsi e i colori si esaltano: gli argenti degli ulivi, gli ori delle querce. Si fermi, poi l’accompagno.
- Se non ci fosse quest’amica che mi aspetta mi fermerei volentieri. Lei è gentile, e ha l’aria del marinaio.
- Ho navigato quarant’anni, per mia disgrazia.
- Perché per disgrazia?
- Si rinvia... e si rimane sempre con una fame di terra. S'invecchia male.
- Un giorno, torno. Se capita in paese mi venga a trovare. Vico Soprano numero sette. Per ora la ringrazio.

 
     

 

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