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LE PAROLE LA NOTTE

 

 

 

 

Allora lei se ne vuole andare?
- Nessuno me lo può proibire.
- Ma perché questa premura! Non mi dica che vuol vedere il posto dove si è fatto male. Pensa che noi le abbiamo creduto?
- La ringrazio.
Aveva raccontato d'essere caduto sulla punta di un bidente. E il medico, gentile o indifferente, aveva fatto finta di crederlo.
- Deve firmare, deve prendersi la responsablità.
Prese la penna che il medico gli porgeva, e firmò. Il momento più critico, doloroso, era già passato. Aveva già salutato quelli che restavano nel padiglione delle ossa.

 

Capitolo primo

«Che ombra leggera!» Non era mai riuscito a farli crescere nella terra calcarea della sua campagna. Amavano le sabbie portate dal mare, avevano radici delicate, i rami prendevano le forme della brezza,
Arrivò il taxi e si fermò proprio fra i tronchi degli alberi del pepe. Lo conduceva una donna giovane e bruna.
- Mi porta a casa?
- Ha una valigia?
- Non val la pena che apra il portabagagli.
Aveva solo una sacca, con dentro un pigiama, un sapone, un libro.
- A casa dove?
- Ad Argela. Sa la strada?
- Ci sono andata solo una volta, ma me la ricordo.
Dopo un tratto di litoranea e un fondovalle, la strada girava su rupi dorate intervallate da terrazze.
- È stato all'ospedale?
- Pochi giorni.
- S'è fatto male a una gamba? Ho visto che zoppicava.
- Sono stato ferito. Una pallottola vagante, - tagliò corto.
Arrivarono ad Argela, poche case schierate al sole su un cocuzzulo. L'asfalto finiva.
- Se la sente di andare avanti?
- Su questa strada sterrata?
- Le assicuro che è buona. C'è solo una curva dove compare la roccia, ma è levigata. Con questo sole non c'è la brina.
La sua casa e il suo uliveto erano di un azzurro che anneriva nell'ombra della rupe. Il sole se ne andava presto.

 
     

 

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