HOME VITA OPERE CASA BIAMONTI BIBLIOGRAFIA CRITICA SPAZIO APERTO ALBUM EVENTI ASSOCIAZIONE
<< TORNA INDIETRO

Commento al Silenzio

I l libro si apre su un paesaggio verticale, terrazze e scalette sbilenche, un bosco, terra gerbida ed un filo d'acqua calcarea. Questi i segni di un annoso abbandono cui contrasta una donna, dalla fronte senza tempo, seduta tra le angeliche, fiori che amano avere le radici nell'acqua e la testa nel sole. In questa cornice avviene l'incontro di Edoardo e di Lisa, che, come tutti i personaggi di Biamonti, sembrano reticenti al dialogo; più che dialogare seguono percorsi interiori, fatti di ricordi sfumati e di emozioni indefinibili.
Con i fiori sul braccio, Lisa si avvia verso il paese dove abita insieme ad un'amica, rifiutando in questo modo l'invito di Edoardo a fermarsi per ammirare l'imminente tramonto. Edoardo non ha neanche il tempo di presentarsi ma a Lisa non sfugge la sua aria di lupo di mare. Si avverte qui un'anticipazione di un motivo che verrà ripreso nelle pagine successive: il rammarico di aver tanto viaggiato "... si rimane sempre con una fame di terra. S'invecchia male" .

Qualche tempo dopo – non dimentichiamo che le determinazioni di tempo in Biamonti sono sempre molto vaghe, privilegiando egli una concezione agostiniana del tempo, tutta interiorizzata – Edoardo si reca in paese e, seguendo le indicazioni di Lisa, bussa alla porta della casa in cui abitava insieme all'amica. "L'uscio dava sul selciato. La parete era in pietra viva, polverosa... La chiarità cominciava dai terzi piani, il resto era in penombra. Le scale erano strette" . Dall'interno nessun segno di vita e Edoardo si allontana dirigendosi verso la piazza del paese. L'incontro con Luca, faccia devastata, consente un breve divagazione sul paese che si svuota, sui troppi funerali, sulla nave più carica a prua che a poppa. Si affaccia, qui, il tema della morte, presente in tutta la sua produzione e dominante in queste sue ultime ventinove pagine, tema che, esplicito nel breve dialogo con Luca, si fa più sfumato ma non meno significativo nell'episodio della distruzione dei nidi di rondini, sotto i cornicioni, dell'inquinamento dell'acqua, ora piena di cloro, ora ricca di calcare ora destinata a marcire come l'acqua minerale, nonché dei fiori appassiti nel vaso, in casa di Lisa ed Helene, la sua amica.

La visita di Edoardo è breve ma non tanto da non cogliere, attraverso la finestra, un paesaggio soffocato e arido "... più crinali che cielo, altezze pietrose, con alberi, e brulle. Spazio fatto di profili, con chiusure azzurre" e, di conseguenza una nostalgia di mare da parte delle due donne "Un'altra armonia darebbe altro senso a queste alture" . Il mare, però, per Edoardo è il luogo dei ricordi... ed i ricordi spesso accecano l'animo.

Francesco Improta