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Commento ad ATTESA SUL MARE

L 'incipit del terzo romanzo di Biamonti, che conclude una trilogia, è di una straordinaria efficacia, addirittura folgorante nella sua brevità carica di significazioni: una corriera, un paese dal nome altamente evocativo Pietrabruna, appollaiato su una collina, ma sprofondato nella miseria e nell'abbandono e una donna, Clara, che riflette nel nome e nello sguardo una luce fredda e malinconica.

Edoardo, il protagonista, è un marinaio che torna a casa, dopo un lungo viaggio per mare. Gli occhi si soffermano sulle "frane aggrappate alla collina e sugli uliveti dentro voragini luminose" , ma il pensiero corre immediatamente a Clara la cui attesa "è diventata una sofferenza" . L'incontro, lungo la strada, con un vecchio di nome Luca "seduto sul margo, fra ginestre che mandano un odore dolciastro" gli conferma l'impressione iniziale che il paese si stava spopolando e gli consente di esprimere alcune riserve sulla vita dei marinai "è un mestiere da poco" .

Un fragile amalgama: "una farfalla su un fiore ondeggiante" distrae Edoardo e pone fine al dialogo con Luca. Raggiunta la propria abitazione, Edoardo rinuncia all'idea di incontrare subito Clara e, in bilico tra incertezza e indolenza, si sofferma a guardare il paesaggio dalla finestra. A mezzogiorno del giorno successivo Clara, raggiunta telefonicamente da Edoardo, si reca a casa sua.

L'incontro si conclude a letto ma senza trasporto; la notizia che Edoardo voleva imbarcarsi di nuovo ha frenato lo slancio di Clara e ne ha gelato gli entusiasmi. Si lasciano quasi con una minaccia da parte della donna: «se non vuoi perdermi sai come fare» .

Francesco Improta