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Un continuo andare... per poi entrare nel crepuscolo a vele ammainate.

 

 

   
 

Il pulviscolo luminoso si staccava dai pini nei bagliori della rada...

 

 

   
 

La sera si fece silenziosa e silenzioso il paese che si rannicchiava nell'ombra.

 

 

   
 

La sera sfiorava i tetti, entrava nei vicoli, girava nel cielo e rovesciava sugli ulivi una luce arcaica

 

 

   
 

Terre scheggiate, contro il mare, o fluttuanti come veli in una lunga luce.

 

 

   
 

Alberi toccati dal cielo, alberi della grazia con le radici affondate nei secoli.

 

 

   
 

C'era l'alta marea, flutti in ascesa e onde che zappavano il fondo del porto.

 

 

   
 

Uno stormo di pivieri passava il verde che bruciava a oriente.

 

 

   
 

C'erano terre che volgevano le spalle al sole, sconfortate... terre in perpetuo desiderio.

 

 

   
 

Nuvole, ridotte a fuliggine, correvano sull'azzurro.

 

 

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