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agavi
Veduta con agavi (foto Ezio Benigni)

Era la Liguria

L’amico Betocchi mi ha messo davanti sul tavolo della biblioteca un album di fotografie. Egli è competente e sensibile e le guardava con tenerezza, ne studiava angolazione e regìa, ne coglieva i contrasti e le sfumature. Io mi sono trovato davanti a un baratro, un baratro di dolcezza. Risorgeva un passato come portato via con la cenere degli astri. Palme sulle rive del mare, vecchie locande, donne ai lavatoi, coi capelli raccolti e densi, gli occhi lucenti di dignità inconsapevole. Era la Liguria, ma anche un aldilà della Liguria e di ogni terra che è stata viva e seducente. Terra accompagnata dalla sua propria infanzia e dalla sua propria ombra.

Tutto è fatto per invecchiare. Ma questo mondo è scomparso. Sembra ieri e si è spento per sempre. Che ne è stato di quelle strade, di quelle case, di quelle passeggiate arenose, di quelle agavi, di quelle vesti, di quelle pettinature? Potessimo essere oggi ciò che fummo ieri. Addormentati nelle braccia del tempo.

Il velo che si stende sulla Liguria che s’accampa alle nostre spalle è un velo crudele. Non c’è rimedio alla caducità della vita umana. Resta la nostalgia davanti alla voragine, all’universo della disparizione, che neanche la musica più intonata del passato riesce più a colmare.

Da Bordighera vista da Ezio Benigni, Bordighera 1992
(le foto sono tratte dal volume)

vallone del Sasso
Veduta del Vallone del Sasso (foto Ezio Benigni)

 

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