HOME VITA OPERE CASA BIAMONTI BIBLIOGRAFIA CRITICA SPAZIO APERTO ALBUM EVENTI ASSOCIAZIONE
EVENTI PASSATI

 

GIORNATA DI STUDIO
SU MORLOTTI E BIAMONTI

[galleria della mostra...]


Interventi di
Marco Grassano
Dino Molinari
Francesco Improta

Nell’ambito della mostra "Il silenzio del blu e del verde" aperta a Palazzo Guasco, la Provincia di Alessandria ha organizzato, per lunedì 31 gennaio prossimo, a partire dalle ore 16.30, una giornata di studio dedicata alle figure di Ennio Morlotti e di Francesco Biamonti, ed ai rapporti fra i due artisti.

L'accostamento e il raffronto che si vogliono proporre tra un pittore e uno scrittore dalle comuni esperienze e dalle forti consonanze possono permetterci di comprendere meglio il lavoro di ambedue, ma anche – forse – di dare un’occhiata dietro le quinte che coprono l’eterno rapporto tra le arti figurative e quella verbale, tra il luogo dipinto e il luogo narrato, come recita il sottotitolo di questa iniziativa.

È certo che Morlotti e Biamonti si sono incontrati quando i loro universi culturali erano già definiti, e che sono state le sensibilità affini ad innescare la miccia di un’amicizia durata più di trent’anni, fino alla morte del pittore. Ma è del pari innegabile che la forza gravitazionale dell’uno ha prodotto effetti sugli sviluppi dell’altro, e viceversa. Aldilà della conferma reciproca delle rispettive scelte, l’opera di entrambi reca il segno di questo incontro: un segno visibile, un segno fatto di immagini, di colori, di percezione e di riproduzione del paesaggio.

"Il convegno – sottolinea il Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Provincia, Daniele Borioli – è insieme alla mostra parte sostanziale dell’iniziativa che abbiamo voluto dedicare alle figure di Morlotti e Biamonti, che proprio per la densa e reciproca interazione dei rispettivi percorsi artistici, abbiamo scelto quali protagonisti della proposta. Spero, insomma, che senza nulla togliere al valore che, in sé, hanno nei loro rispettivi campi espressivi tanto Ennio Morlotti quanto Francesco Biamonti, siamo riusciti a comunicare il senso profondo del progetto intitolato Il silenzio del blu e del verde, che ha la sua ragion d’essere esattamente nel dialogo tra il linguaggio specifico della pittura quello della narrativa e nelle aperture che questo dialogo determina verso, ad esempio, il linguaggio musicale. Ci pareva poi ulteriormente significativo che questo dialogo si fosse intrecciato intorno a quel paesaggio ligure, così familiare a noi per antica consuetudine e, tuttavia, non troppo spesso letto consapevolmente con l’acutezza e la profondità che l’ispirazione artistica ci può restituire"

Particolarmente appropriata alla giornata del 31 gennaio risulta essere l’osservazione di Vasilij Kandinskij circa "un’affinità fra le arti e in particolare fra musica e pittura: da questa singolare affinità è certamente nata l’idea di Goethe che la pittura debba avere il suo basso continuo". Osservazione la cui pregnanza verrà riproposta a nel corso del convegno, attraverso l’esecuzione, da parte di Roberto Ranfaldi (primo violino dell’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI) e di Luca Garbarini (pianoforte), dell’ultimo movimento del Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, intitolato Louange à l'Immortalité de Jésus, brano del quale Biamonti ha scritto in Le parole e la notte: "la stessa doppia voce, lo stesso calmo andamento, e le rive di silenzio. Un violino rispondeva alle invocazioni di un pianoforte e se ne andava sempre più in alto, lontano dalla terra".

La relazione iniziale sarà affidata a Paolo Zublena, dell’Università Milano Bicocca, che già nel 2002 aveva pubblicato il saggio Lo sguardo malinconico sullo spazio-evento. Biamonti, Morlotti e il paesaggio dipinto.

Interverranno quindi Sergio Buonadonna, Elio Gioanola, Francesco Improta, Dino Molinari, Nico Orengo e Antonio Ria. Marco Grassano introdurrà e modererà il dibattito. Saranno possibili domande ed interventi del pubblico.

Angelo Repetto e Roberta Cabella leggeranno passi tratti da L’angelo di Avrigue e da Le parole la notte nei quali Biamonti mette in scena un personaggio di pittore esemplato sulla figura di Morlotti.